Credits: Italian Cage Fighting

3 domande a cui ICF 4 risponderà

La corsa di Italian Cage Fighting (già Italian Fighting Championship) ripartirà sabato 29 Settembre, da quel Teatro Principe (Milano) da cui tutto è iniziato. Siamo al quarto capitolo di una storia che, stando alle parole dei suoi fondatori,si protrarrà quantomeno sino al 2019; capitolo, questo, che porta con sé alcuni quesiti tramite i quali si può scorgere il futuro della giovane promotion e degli atleti che vi combattono. Impugnando una metaforica sfera di cristallo, proviamo a rispondervi, consapevoli che, ancora una volta, il destino degli attori coinvolti passerà inevitabilmente al giudizio ineluttabile della gabbia.

Giovani talenti o c’è di più?

Credits: Italian Cage Fighting


Italian Cage Fighting ha sempre avuto un occhio di riguardo per le Young Guns sparse per il suolo italico; basti ricordare il primo evento IFC, incentrato proprio sui giovani talenti, per rendersi conto di quanto questa “categoria” sia uno dei punti focali della programmazione e dello sviluppo della promotion stessa. ICF 4 non si può dire che sia altrettanto incentrata sui giovani di belle speranze ma, senza dubbio, ci sono alcuni nomi, soprattutto in under card, che rientrano perfettamente nell’identikit di fighter futuribile che ICF cerca.
Il nome più blasonato è sicuramente Tanio Pagliariccio (2-0 MMA, 2-0 ICF), il quale, come rivela il suo record, è “nato e cresciuto” sportivamente all’interno della gabbia di ICF; grazie alle due vittorie collezionate a IFC1 e IFC3 ha inserito di diritto il suo nome tra quelli da seguire nel panorama nazionale delle MMA, tanto da guadagnarsi anche la nona posizione nei Ranking Italiani della categoria Bantamweight.
Di fronte a lui troviamo un atleta che si affaccia per la prima volta alla scena italiana, Facundo Frognier (0-1 MMA, 0-0 ICF), fighter giovanissimo (classe 1999!) con 2 vittorie da amateur nei circuiti del suo paese d’origine, l’Argentina.
Ad aprire le danze della serata, altra sfida tra prospects: Federico Fasciano (2-0 MMA, 1-0 ICF) affronterà Marco Esposito (1-1 MMA, 0-0 ICF) nella categoria Featherweight. Anche Fasciano è un “prodotto” della prima edizione di IFC (nonostante alle spalle avesse già una notevole carriera da amateur) mentre Esposito è stato apprezzato in azione a Praedator 4, dal quale è uscito vincente per unanimous decision.
Infine, già più navigati all’interno delle gabbie italiane, ma ancora nel pieno della loro giovinezza, troviamo Ashley Rosi(4-3 MMA, 0-0 ICF), classe 1996 e con trascorsi in Venator e Slam, pronto a dare battaglia a Luca Panzetta (2-1 MMA, 0-0 ICF) classe 1994, anche lui già visto in azione a Venator Kingdom 2. Un bel pool di nomi freschi, quindi, per questa edizione; il grosso quesito è, quindi, su chi scommettere per il futuro, chi potrebbe un giorno puntare alla cintura di categoria o al grande salto oltreoceano? Forse proprio questa serata potrà fornire nuove informazioni al riguardo, perché, in fondo, è proprio su questi nomi che ICF punta forte per il suo futuro.


Chi sarà il prossimo contender alla cintura Middleweight?

Credits: Italian Cage Fighting

Leon Aliu, conseguentemente al suo passaggio a Brave CF ha lasciato vacante la cintura dei pesi medi, ottenuta con una vittoria a ICF 2.
Manca, quindi, un re della divisione (attualmente) più pesante presente nella promotion. I pretendenti non mancano e, sicuramente, tra questi figurano Pietro Penini (6-1-1 MMA, 0-1 ICF) e Francesco Demontis(1-0 MMA, 0-0 ICF). Non c’è, però, in palio tra i due direttamente la cintura; senza dubbio, però, il nome del vincente tra i due sarà messo sotto i riflettori quando sarà da stabilire, nei prossimi mesi, i due contendenti effettivi.
Penini è l’ex detentore di tale titolo, sconfitto proprio dal sopracitato Aliu che, oltre a questo, ha privato il fighter veronese anche della sua imbattibilità; sarà quindi un’occasione di rivalsa per lui.
Dall’altro lato Francesco Demontis, alla seconda uscita nelle MMA, dopo una convincente vittoria in quel di Colosseum 5, grazie ad uno striking d’elité; per lui invece l’obiettivo è una conferma ai massimi livelli italiani.
Ad un occhio disattento la sfida potrebbe ricordare, per certi versi, il classico d’altri tempi “striker vs. grappler”, considerando i trascorsi di assoluto rilievo nella Muay Thai e nella K-1 di Demontis e la permanenza alla Serra-Longo MMA di Penini, ma, come sottolineato negli scorsi giorni dall’atleta veronese, in alcune interviste, la sua preparazione è stata impostata proprio per controbattere al suo avversario nel terreno a lui più congeniale. 
Ci si può aspettare, quindi, un match senza esclusione di colpi, nel quale si potrà vedere quanto la transizione da Muay Thai a MMA sia completa da parte di Demontis e quanto invece l’indubbio potenziale di Penini possa essere espresso in questa fase della sua carriera. Chiunque ne uscirà vincente, sarà ad un passo da quella corona che al momento non ha un possessore.

Cosa ci può dire il main event?

Il piatto principale della serata è già di per sé un bel vedere all’interno del panorama delle MMA italiane. Alessandro “The Bad” Botti (15-8 MMA, 2-0 IFC), reduce da 3 vittorie consecutive, affronta Abner “Skullman” Lloveras (21-10 MMA, 0-0 IFC), fighter spagnolo con un gettone in UFC, ottenuto dopo la partecipazione a The Ultimate Fighter 22, come membro del Team McGregor. Il match si presenta come un appuntamento da non perdere.
Ma c’è di più.
Questo match, a mio modo di pensare, può essere una fotografia dello stato attuale delle MMA italiane. Ad affrontarsi, infatti, troviamo due veterani delle rispettive scene, quella italiana, girata in lungo e in largo da Botti e quella europea, esplorata in più occasioni da LLoveras; non si tratta, quindi, di uno scontro tra talento di casa e nome navigato (es. Paternò vs. Maguire, Aliu vs. Alves, ecc.), bensì uno scontro tra atleti fatti e finiti, che si incontrano in momenti di forma notevoli per entrambe le carriere. Credo sia, quindi, l’occasione ideale per farsi un’idea di quanto un atleta italiano nel pieno della sua carriera possa dire in campo europeo contro un suo pari, anche alla luce delle opportunità che questa Golden Age delle MMA italiane, che molti chiamano a gran voce, fornisce.
Come detto, entrambi i fighter sono giunti in un punto di grande maturazione nelle loro carriere e lo si può evincere anche dalla varietà di diverse finalizzazioni che troviamo nei rispettivi record; il nostro portabandiera ha una (apprezzabile) tendenza a non portare mai le sue contese ai punti (appena 2 decision in 23 match in carriera), mentre il suo avversario, che comunque può vantare 13 finalizzazioni a record, possiede ben 8 vittorie ai punti. Cosa aspettarci dunque? Credo la contesa si svilupperà inizialmente in piedi, con entrambi i fighter aperti agli scambi e, solo in caso di necessità (o eccessiva passività) si passerà ad altri aspetti del combattimento. Alessandro Botti sembra in uno stato di grazia ultimamente e l’unico campo in cui vedo superiore LLoveras sono le submission (6 vittorie per lui con questa modalità), mentre può imporre il suo gioco con tutto il resto del suo arsenale. Non resta che augurargli “in bocca al lupo” sperando che sia lui che le MMA italiane, superino questo esame di maturità.

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