Credit: Daniele De Falco

Carlo Pedersoli Jr, il re degli short notice

L'atleta romano è pronto a far conoscere il cognome Pedersoli anche oltreoceano

In Italia il nome Carlo Pedersoli è immediatamente riconoscibile. Tutti conoscono il famosissimo attore e sportivo noto ai più con il nome di Bud Spencer. Non si può dire altrettanto, però, per gli Stati Uniti.

Qualcosa, forse, sta cambiando ed il merito è tutto di suo nipote: Carlo Pedersoli Jr.

Nel corso iniziale della sua carriera, Carlo ha spesso diviso i fan fra chi adorava il suo stile di combattimento estroso, piacevole da guardare, e fra chi, invece, lo accusava di aver costruito ad hoc il suo record accettando solo match di comodo.

Inutile dire che ormai tutti i suoi detrattori, anche i più accesi, sono stati messi a tacere dopo le vittorie su Nicolas Dalby in occasione di Cage Warriors 93 e su Brad Scott a UFC Fight Night 130. Ad aggiungere maggior prestigio a entrambe le vittorie va il fatto che i match sono stati accettati in short notice.

Non contento dei risultati ottenuti, Carlo ha voluto osare accettando con poche settimane di preavviso il match contro l’attuale #14 dei pesi welter UFC: Alex “Cowboy” Oliveira.

Il brasiliano, in principio, avrebbe dovuto affrontare il newyorkese Neil Magny, il quale ha dovuto dare forfait per un cambio di programma. Si troverà, infatti, di fronte Santiago Ponzinibbio a novembre in Argentina.

Pedersoli non ci ha pensato due volte a lanciare il guanto di sfida a Oliveira, in terra nemica, con tutto il pubblico a tifargli contro.

Adoro partire sfavorito, mi rende più forte. Avere il pubblico contro, poi, è il massimo. Mi dà la carica.

Il cowboy di Rio de Janeiro occupa attualmente una posizione nei ranking ufficiali UFC, ma ciò non spaventa né intimorisce il fighter capitolino. Anzi, sembra dargli una marcia in più.

Affrontare uno dei quindici migliori fighter in UFC mi stimola tantissimo. Una vittoria contro di lui mi farebbe balzare avanti nei ranking. Penso di poterlo mettere in difficoltà e so di non avere nulla in meno di lui. Non sono qui per guardare, sono qui per lasciare il segno.

Il prossimo 22 settembre, il lottatore del Gloria Fight Center si troverà ad affrontare un mixed martial artist con un passato completamente diverso dal suo. Da un lato abbiamo Carlo, nipote d’arte, cresciuto in una normale famiglia italiana, dall’altra Alex con storie di povertà e tossicodipendenza, salvatosi proprio grazie allo sport. Ciò nonostante Pedersoli crede che questo non cambi nulla in termine di “fame” di vittoria.

Sono d’accordo con Diego Simeone (ex calciatore, allenatore e figlio d’arte, ndr) quando dice che nello sport non conta nulla il contesto in cui cresci. Devi avere dentro la “garra”, la grinta, la determinazione.

In caso di vittoria, si aprirebbero una moltitudine di scenari per il romano, complice una classe di peso ricca di talento. Lui, però, non vuole ancora pensarci.

Per ora penso solo ad Oliveira, poi si vedrà.

Attualmente “Semento” è nella sua città natale, Miami, assieme al suo coach Lorenzo Borgomeo. 

Ci siamo spostati all’Hard Knocks 365 di Henri Hooft per fuso orario e per qualità degli allenamenti. A pensarci bene è stata proprio un’ottima scelta.

A prescindere dall’esito finale del match di sabato, potremo tutti affermare con certezza che Carlo Pedersoli Jr. ha “garra” da vendere.


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