The Duke alla conquista della Germania: intervista a Luca Iovine, prossimo al debutto in ACB

Intervista con Luca "Duke" Iovine, prossimo al debutto in ACB il 25 novembre a Stoccarda, contro Shamil Shakhbulatov

Il 25 novembre sarà una giornata particolarmente intensa per le MMA italiane: a renderla tale fornirà il proprio contributo anche Luca “Duke” Iovine (11-1 MMA, 0-0 ACB), prossimo al debutto nella promotion russa ACB. A differenza di quanto vi abbiamo detto in passato, il peso gallo #1 in Italia varcherà i confini nazionali in direzione di Stoccarda, sede di ACB 75, in occasione del quale il nostro atleta sfiderà il russo Shamil Shakhbulatov (8-1 MMA, 8-1 ACB), membro del Fight Club Berkut.

In previsione di questo importante crocevia per la sua carriera, Iovine ci ha concesso un po’ del suo tempo per parlare del match stesso e di altri temi riguardanti la scena italiana.

MMA Today: Quanto sei familiare con ACB? Hai avuto modo di vedere suoi eventi in passato e, se sì, quali atleti ti hanno impressionato di più (non solo nella tua categoria di peso)?

Luca Iovine: Ho conosciuto il mondo di ACB tramite web, è una delle promotion più importanti al mondo dopo UFC e Bellator. E’ un circuito tosto con molti atleti degni di nota (ex UFC ed ex Bellator), esploso negli ultimi anni, e organizza eventi in tutto il mondo (Europa, Canada, Brasile, Australia, Dubai). Mi sono guardato alcuni dei loro eventi: non c’è un’atleta che mi ha impressionato in modo particolare, ma le categorie dai pesi leggeri in giù secondo me sono quelle più spettacolari e che radunano atleti veramente ben preparati.

MT: Il contratto firmato è per più incontri? Se sì, parliamo di un contratto esclusivo?

LI: Ho firmato un contratto per un singolo incontro per ora…facciamo un passo alla volta! Il mio manager ha comunque già gettato le basi per altri match in ACB ma i canali sono già aperti anche con altre promotion internazionali di primo livello, abbiamo già altre interessanti proposte.

MT: Studiando il tuo prossimo avversario, Shamil Shakhbulatov, cosa ti ha colpito di lui in positivo? Quali, invece, i difetti che potresti sfruttare a tuo vantaggio?

LI: È più alto di me, mi dà un po’ di centimetri ed è mancino. Lavora principalmente in piedi, sicuramente dovrò stare attento alle sue lunghe leve. Cercherò di lavorare sulla mia distanza sfruttando la guardia opposta, ci sto lavorando. Cercherò di dare spettacolo!

MT: Hai introdotto delle novità nel tuo training camp rispetto al passato? Qual è il tuo programma di allenamento in vista di ACB 75?

LI: Nulla di nuovo, io e il mio staff (nelle vesti di head coach Ivan Mapelli, Filippo Leone come manager e Matteo Capodaglio per il settore nutrizione) abbiamo fatto un ottimo lavoro negli ultimi 2 anni. Stiamo cercando di evidenziare al meglio le mie potenzialità e ridurre al minimo le lacune! Oltre ad allenarmi nel team di cui faccio parte, la Free Combat Academy, periodicamente ho anche la possibilità di allenarmi con altri agonisti nei camp collegiali, organizzati durante l’anno da ADCC Shooto Italia, per gli atleti del circuito e del management Iron Lions, di cui faccio parte. Una buona iniziativa che mi permette di allenarmi gratuitamente e con altri buoni atleti. Far parte di un gruppo organizzato è un gran bell’aiuto per continuare il mio percorso di crescita e per preparare i match: nel circuito, i team collaborano tra loro e nei collegiali i vari agonisti si ritrovano per 2 o 3 giorni per allenarsi tutti insieme ed aiutarsi reciprocamente!

MT: Nel tuo passato hai messo in mostra svariate submission che ti hanno permesso di giungere alla vittoria. Gli ultimi tuoi incontri, però, sei riuscito a vincerli tramite TKO (2 volte su 3 addirittura al primo round). E’ stato un cambiamento voluto verso uno stile più da striker oppure sono state scelte fatte in base ai tuoi avversari?

LI: Un pò entrambe le cose: ho buone capacità nel grappling che mi hanno condotto ad essere Campione Nazionale ADCC Italia negli ultimi tre anni. Di recente, però, abbiamo deciso di migliorare la parte di striking per completare il mio bagaglio tecnico ed avere diverse opzioni tattiche da usare contro i vari avversari che mi trovo davanti, siano essi striker o grappler! Una “conversione” voluta e pianificata, il buon lavoro svolto con il mio coach mi ha portato ad ottenere negli ultimi 3 match disputati 3 vittorie per TKO.

MT: Finire in UFC rappresenta il tuo principale obiettivo in carriera? Oppure competere in una top promotion come ACB si avvicina di più al tuo concetto di “arrivare”?

LI: Secondo me non si è mai arrivati, neanche in UFC! ACB è un inizio e il mio obiettivo è arrivare più in alto possibile! Vado contro Shakhbulatov per vincere, questo è sicuramente un trampolino di lancio per la mia carriera verso le migliori promotion di MMA ed è un occasione da non farsi scappare, bisogna giocarsela al meglio! Ho un sogno, un obiettivo e darò sempre il massimo, contro chiunque, per raggiungerlo!

MT: Negli ultimi tempi parecchi atleti italiani stanno facendo il “grande salto” verso l’estero. Come valuti il movimento italiano in questo momento?

LI: E’ una cosa molto positiva, se finalmente ci stanno prendendo in considerazione anche dall’estero, evidentemente ci stiamo evolvendo. Questo dimostra che, anche stando in Italia, possono nascere grandi atleti. Le palestre si stanno specializzando sempre di più, si inizia a lavorare nella maniera corretta e questo porta risultati! Vedo anche ragazzi giovani e nuove leve che stanno crescendo, con voglia di fare e potenzialità per far bene! Grazie alla collaborazione con il maestro Filippo Leone, i ragazzi del mio team hanno la possibilità di combattere con continuità e riescono a fare una crescita graduale, passando dalle prime esperienze nel Grappling fino ai match di MMA Dilettanti. Per poi, una volta maturata una buona esperienza, passare alle MMA Pro, avendo possibilità di combattere in Italia e all’estero. Praticamente il percorso che ho fatto io! Faccio inoltre parte di un ottima scuola: la Free Combat Academy di Romano di Lombardia a Bergamo, capitanata dal Maestro Ivan Mapelli. Qui agonisti e professionisti hanno sempre fatto bene, sia nelle MMA che nella Muay Thai e K1. Uno di questi, il mio amico e compagno di allenamenti Alex Avogadro, ha appena conquistato la medaglia d’argento al prestigioso Campionato Europeo IFMA di Muay Thai.
Fortunatamente ho visto un bel movimento e nuovi atleti interessanti, specie negli ultimi 2 anni. Qui in Italia la vita dell’atleta professionista di MMA non è per niente semplice: la maggior parte di noi deve lavorare per poter vivere, a differenza di quanto accade in altri paesi, dove spesso gli atleti si dedicano solo allo sport che diventa il loro unico lavoro. Questo è forse uno dei motivi per cui, in Italia, molti giovani iniziano ma poi si perdono per strada. Comunque, negli ultimi anni vedo una solida crescita e molti margini di miglioramento: sono cresciuti gli atleti, in giro ci sono istruttori e maestri con maggiore esperienza, ci sono più eventi e circuiti in cui combattere e con il web le MMA stanno entrando nelle case di tutti. La gente si interessa, inizia a informarsi, vedere e viaggiare. Prevedo una forte crescita!  Agli atleti più giovani consiglio di scegliere bene dove allenarsi e a chi affidarsi per crescere e combattere: in giro nel settore ci sono ancora troppi ciarlatani e, a volte, certe scelte poi te le porti dietro tutta la vita e possono anche segnare la tua carriera.

MT: Sei il #1 dei pesi gallo per MMA Ranking Italia, lasciandoti dietro anche leggende delle MMA italiane come Cristian Binda. Come ti fa sentire questa cosa? Cosa rispondi a chi dice che bisognerebbe invertire le posizioni?

LI: Sinceramente dei ranking poco mi importa: oggi sei in testa, domani no…fa parte del gioco! Ovvio che fa piacere essere in testa, non dico il contrario. Anzi, mi sento di dire che non ci sono arrivato con le chiacchiere ma accettando sfide e match senza mai tirarmi indietro, senza montarmi la testa quando vinco e senza abbattermi quando perdo! Cosa dico a chi non è d’accordo con le posizioni? Ognuno ha la sua opinione che rispetto, ma da dietro una tastiera è facile dire o sentenziare o criticare… Io alle parole o ai video preferisco i fatti: il modo per ‘verificare’ il ranking c’è! IO ci sono.

MT: Non è un segreto che tu e Binda siate gli indiscussi contendenti per la cintura Venator detenuta da quest’ultimo. Altrettanto note sono le difficoltà del campione in carica nel ritagliarsi abbastanza tempo per prepararsi alla tanto attesa sfida tra di voi. Confidi nel fatto che nel futuro prossimo Binda vs. Iovine possa finalmente diventare realtà? Quali sensazioni hai avuto in tal senso negli ultimi mesi?

LI: Mi parlano e mi scrivono di questo match da luglio…figurati che c’era anche una fetta di pubblico che pensava non fossi pronto per un evento tipo Venator, dipingendomi come un atleta fake! Io parlo poco e preferisco lasciar parlare i fatti, quando sono entrato in gabbia per il mio esordio al Venator avevo solo una cosa in testa: oggi vi presento Luca Iovine! Io rispetto tutti i miei avversari, sarebbe un piacere combattere con Binda: IO ci sono… Intanto le offerte non mancano e, al momento, mi concentro su ACB 75 e sul mio prossimo avversario!

MT: In conclusione, una curiosità: da dove proviene il tuo soprannome?

LI: E’ il soprannome che ho da quando sono ragazzo e che mi hanno dato gli amici della mia compagnia! E’ il nome del protagonista di uno dei miei primi videogiochi della Playstation: Duke Nukem, uno sparatutto…sempre in tema!

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