Credits: Brandon Magnus/Zuffa LCC

Marvin Vettori: “Lancerò un messaggio a tutta la divisione non solo a parole, ma anche con i fatti”

L'atleta di Mezzocorona affronterà il russo Omari Akhmedov il 30 dicembre a Las Vegas in occasione di UFC 219, l'ultimo evento nell'anno 2017

Se ne vociferava ormai da qualche settimana, ma ieri la notizia è stata resa ufficiale proprio dallo stesso atleta: Marvin Vettori (12-3 MMA, 2-1 UFC) affronterà a Las Vegas Omari Akhmedov (17-4 MMA, 5-3 UFC) in quello che sarà l’ultimo evento UFC del 2017, UFC 219.

Marvin viene da una buona vittoria e un’altrettanto positiva prestazione contro il veterano Vitor Miranda (30-27; 30-27; 29-28), dominando a tratti il match nello striking, quello che doveva essere proprio il punto di forza del brasiliano con un background nella kickboxing e nella muay thai.

Courtesy of FightMetric.com

Abbiamo contattato l’atleta trentino per conoscere i preparativi in vista del match, i suoi piani futuri e quelli della UFC per quanto concerne il nostro paese.

MMA Today: Il match era pronto da tempo, anche se è stato ufficializzato solo in queste ore. Questo non ti ha impedito, però, di lanciare diverse sfide a molti fighter della tua divisione. Lo hai fatto perché il match in programma non ti soddisfaceva e speravi in un avversario più di rilievo o inizi già a preparare la strada per il prossimo match?

Marvin Vettori: Il match è già pronto da tempo, ma sono una persona che segue sempre la UFC, in particolare i lottatori della mia divisione. Solo perché ho un match in programma, tutto il resto non cade nell’oblio. Osservo tutti quanti, arriverò per tutti quanti. Arriverà il momento anche per Thiago Santos e per Borrachinha (Paulo Costa, ndr). In quel momento lì sarò super-pronto e metterò entrambi KO. Non è che il match in programma non mi soddisfacesse, ma volevo mandare un messaggio alla mia divisione. Borrachinha può far finta di niente, ma arriverà il momento in cui non potrà più far finta di niente.

MT: Combatterai nell’ultimo evento UFC del 2017. Alex Dandi, commentatore e consulente per detta organizzazione in Italia, ci ha detto in una nostra recente intervista che non crede che la UFC approderà tanto presto in Italia, quasi sicuramente non nel 2018. Condividi il suo pensiero o vedi un futuro più roseo?

MV: Le previsioni di Alex Dandi sono spesso originali. Che la UFC arrivi in Italia nel 2018 è improbabile, ma non impossibile; è più probabile, comunque, che accada nel 2019. Potrebbe anche succedere, però, che io ne vinca tre di fila e che a fine 2018 organizzino un evento in Italia. Se la UFC vuole davvero fare qualcosa la fa senza pensarci due volte, me ne accorgo da molte dinamiche interne.

MT: Hai rinnovato da poco il tuo contratto: in fase di trattative e dopo la firma, hai avuto la sensazione che il management della UFC ti consideri un atleta importante per il futuro della middleweight division?

MV: La UFC mi considera un fighter importante, abbiamo appunto rinnovato il contratto e sono contento anche delle cifre. Sicuramente non sono ancora “scoppiato”, mi vedono come un prospetto, ma non vengo considerato come “the next big thing”. Presto se ne renderanno conto, però, e non vedo l’ora che accada.

MT: Quali sono i principali pregi di Omari Akhmedov? Quali, invece, i difetti che potrai sfruttare a tuo vantaggio?

MV: Omari Akhmedov l’ho visto nei suoi ultimi match e mi sembra una brava persona, è uno alla mano anche con gli avversari. Purtroppo, però, passerà una brutta notte in occasione del nostro match; sono sicuro che lo finirò alla fine del primo o all’inizio del secondo round. Uno dei suoi principali pregi è un buon double leg, molto solido. Inoltre, dopo aver subito un paio di colpi alla testa, parte con degli overhand per i quali bisogna stare attenti, ma raramente, quasi mai, subisco questi colpi da un fighter che combatte in guardia orthodox, essendo io mancino. Anche con Vitor Miranda non ne ho mai preso uno, ho anche scrollato la testa perché non riusciva mai a prendermi. Difetti ne ha tanti, il principale è che è un fighter che non si evolve. Detto questo, non lo sottovaluto assolutamente, mi alleno sempre al massimo, non solo per lui, ma in generale per migliorarmi sempre di più, per essere sempre pronto a sfide più impegnative. Sono, comunque, molto concentrato su questo match; ho studiato bene il mio avversario e continuerò a studiarlo, sarò prontissimo per il 30 dicembre.

MT: Ormai è parecchio tempo che ti alleni alla Kings MMA. Quanto pensi di essere migliorato in questo periodo?

MV: Sì, ormai è da un po’ che mi alleno qui, questo è il sesto camp che preparerò alla Kings MMA. Son migliorato veramente, veramente tanto. Il mio striking, ora, è su un altro livello, ma son migliorato anche nel wrestling e nel brazilian jiu-jitsu: sono un altro atleta. Imparo giorno dopo giorno. Vedrete un netto miglioramento rispetto al mio ultimo match.

MT: Quali sono i tuoi obiettivi per il 2018? Potremmo vederti combattere con più frequenza?

MV: Il mio obiettivo per il 2018 è entrare nella top-10. Spero, infatti, di riuscire a combattere almeno 3 volte nel 2018 e poi da lì salire fino alla cintura.

MT: A prescindere dall’esito del tuo prossimo match, come valuti il tuo 2017? Come ti vedi alla fine del 2018?

MV: Il mio 2017 è stato un anno un po’ di transizione in cui sono migliorato tanto, sono cresciuto molto. Ho vinto un match non facile contro un avversario molto duro. Come ho sempre detto era un avversario battibile, ma a livello di “toughness”, di durezza Vitor Miranda non è secondo a nessuno, ha una testa fatta di marmo. Finirò questo 2017 in bellezza, vincendo il mio prossimo incontro e nel 2018, come ho detto prima, entrerò in top-10, lanciando un messaggio a tutta la divisione non solo con le parole, ma anche con i fatti. Per fine 2019, invece, l’obiettivo è il titolo.

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