Credit: Cage Warriors

Road to Cage Warriors 95: intervista a Luca Iovine

Il fighter lombardo pronto al riscatto dopo la delusione della sua prima uscita nella promotion britannica

Molti avranno pensato che, dopo l’eclatante sconfitta subita contro l’attuale peso gallo UFC Nathaniel Wood a Cage Warriors 92, non avremmo più rivisto Luca Iovine (12-2 MMA, 0-1 CW) nella più importante promotion britannica.

Matchmaker e dirigenza, invece, li hanno sorpresi, rinnovando la fiducia in “Duke”, che questo sabato a Cage Warriors 95 si troverà ad incrociare i guantini con il veterano Kris Edwards (11-9 MMA, 5-6 CW), proprio nella stessa arena che è stata casa della sua seconda sconfitta in carriera.

A poche ore dalla cerimonia del peso, abbiamo avuto il piacere di sentire Luca per discutere con lui quanto accaduto alla Indigo at the O2 e quanto ancora accadrà nella stessa.

MMA Today: Prima di parlare del match di sabato, è inevitabile partire da quanto avvenuto nel match contro Nathaniel Wood a Cage Warriors 92. Purtroppo non è andata come speravamo. Credi che ci sia stato un errore di valutazione da parte tua in apertura di match o, semplicemente, è stato bravo a trovare quel colpo da KO?

Luca Iovine: Non penso sia stato un errore di valutazione. Sapevo il valore dell’avversario, è stato semplicemente bravo a sfruttare il mio errore e trovare il KO.

MT: In tale occasione, in particolare è emersa una grossa disparità fisica fra te e l’attuale fighter UFC. Hai mai pensato di scendere nelle 125 libbre?

LI: Non vedo questa disparità fisica. Lui era più alto di una decina di cm, come del resto lo sono sempre stati tutti i miei avversari. Aveva leve più lunghe ed era più veloce di me ma, in quanto a forza fisica, non penso avrei avuto problemi a gestirlo. Sì, ho pensato di scendere nei flyweight. Tuttavia, per la mia costituzione fisica sarebbe un taglio troppo importante, richiederebbe mesi di lavoro e una grossa perdita di massa magra.

MT: Nei vari highlight di Wood, soprattutto in avvicinamento al suo debutto in Ultimate Fighting Championship, è stato mostrato più volte il KO di Londra. È un qualcosa che ti irrita, essere “riconosciuto” anche per questo sfortunato esito, e ti ha stimolato in preparazione? Oppure hai metabolizzato la cosa o non ci hai fatto proprio caso?

LI: Ho rivisto l’incontro più volte. La sconfitta fa male ma serve per crescere e fortificarti, molto di più delle vittorie. Certo che continuare a rivederlo per pubblicizzare ed esaltare l’altro non è piacevole, ma è successo e ne prendo atto.

MT: Passiamo all’incontro con Kris Edwards. Egli combatte praticamente da sempre per la promotion britannica. Pensi che questa sua esperienza in casa Cage Warriors possa andare a suo vantaggio o, una volta chiuse le porte della gabbia, questa sua famigliarità conta relativamente?

LI: Può andare a suo vantaggio nella sua testa, nella mia no! Per me, una volta chiusa la gabbia, non mi interessa dove siamo e contro chi. Entro e faccio il mio lavoro al meglio, indipendentemente da chi ho davanti!

MT: Il britannico non ha mai perso per KO/TKO, mentre spesso si è trovato sconfitto quando i suoi match andavano ai punti (6 volte su 9). Pensi che andare alla distanza possa essere una carta da giocare in tuo favore?

LI: Non penso che un fighter entri in gabbia per arrivare a vincere ai punti. Per quanto mi riguarda, cerco di arrivare alla vittoria prima del limite ed è quello che farò!

MT: Altro aspetto che caratterizza Edwards è la sua attitudine a prediligere la lotta e cercare le sottomissioni (con cui ha ottenuto 7 vittorie su 11). Dei tuoi avversari in carriera, può essere annoverato tra i più pericolosi a terra?

LI: Sì, è un avversario ostico, gestisce bene il lavoro in piedi ed è un buon lottatore. Io ho comunque un buon curriculum per quanto riguarda la lotta, quindi penso sarà una bella sfida!

MT: Nel corso della serata a Londra, combatteranno altri 2 connazionali, Stefano Paternò e Orlando D’Ambrosio. Ti va di sbilanciarti in un pronostico su entrambi?

LI: Stefano l’ho conosciuto e ci sentiamo. Penso abbia buone possibilità di vincere, lo vedo favorito. A riguardo del match di Orlando, non conosco né lui né l’avversario, quindi non saprei dirti.

MT: Sempre più fighter italiani firmano e combattono per importanti promotion estere extra UFC (ad esempio, Brave, la stessa CW, ACB, Bellator). A cosa è dovuto questo recente exploit, secondo te? Ci sono più opportunità che in passato, la nuova generazione di fighter è migliore della vecchia scuola o è un misto di entrambe le cose?

LI: Entrambe le cose. Le MMA si stanno sviluppando molto anche in Europa e Italia, grazie alle migliori comunicazioni via web e social vari. In merito alle generazioni, penso che la nuova sia migliore, non per il valore delle persone, ma semplicemente perché c’è più conoscenza della tecnica e della pratica di questa disciplina, più formazione. Quindi gli atleti si allenano meglio perché più formati rispetto al passato.

MT: In chiusura, ti lasciamo uno spazio libero per ringraziare chi ti ha aiutato in questo training camp e i tuoi sponsor.

LI: Ringrazio prima di tutti il mio maestro Ivan Mapelli e tutto il mio team della Free Combat Academy, in particolare Alex Avogadro e Danilo Messina, insieme al mio manager Filippo Leone a capo della Iron Lions Management e al mio mental coach Giovanni Magni della CREA Coaching e Formazione che mi sta aiutando in questo periodo. Ringrazio i miei sponsor che mi aiutano e supportano economicamente nella preparazione dei match: Leone 1947 e Leone Apparel per il materiale tecnico e abbigliamento, Original Garage Fitness, Manhattan Bar e Piatto Apposta.

Seguite @MMATodayNews su Twitter e il sito MMA Today per le ultime notizie sul mondo delle MMA.

Su Facebook, potete trovare tutte le nostre notizie alla pagina Fatti Marziali.

Fatti Marziali collabora con il brand di abbigliamento per fighter LUCTATOR, potete scoprire tutti i loro prodotti qui: http://bit.ly/LuctatorFM

Facebook Comments
Categories
Italy

RELATED BY