Road to Venator Kingdom 2: intervista a Leonardo Damiani

L'atleta del Mixed Martial Pro Team affronterà Raffaele D'Eligio il 16 dicembre al Teatro Principe di Milano

Non fatevi ingannare dal suo soprannome, “Cucciolotto”. Leonardo Damiani (4-1 MMA) è tutt’altro che dolce e remissivo all’interno della gabbia, lo vorrà ribadire il 16 dicembre a Venator Kingdom 2, quando affronterà Raffaele D’Eligio in un match nella categoria welter.

MMA Today ha avuto il piacere di raccogliere i pensieri dell’atleta del Mixed Martial Pro Team in avvicinamento all’importante appuntamento al Teatro Principe di Milano.

MMA Today: In occasione di questo match, scenderai per la prima volta nella categoria dei welter: cosa ti ha portato a fare questa scelta? Come stai gestendo il taglio del peso?

Leonardo Damiani: La scelta di scendere in una categoria inferiore è stata presa insieme al mio team, il Mixed Martial Pro Team, sotto la guida di Gianluigi Tedoldi (head coach), Stefano Meneghel (grappling e BJJ) e Alberto Mesar (wrestling). Abbiamo deciso che i welter sarebbero la classe di peso a me più consona, considerate le mie caratteristiche morfologiche. Naturalmente il weight cut non è facile ma sto gestendo allenamenti e dieta con molto impegno e sacrificio.

MT: In caso di vittoria, conti di rimanere nei pesi welter?

LD: Sicuramente sarà la categoria in cui potrò dare il meglio di me, quindi per ora direi di sì!

MT: Nella tua carriera hai già avuto esperienze all’estero, lottando (e vincendo) nella promotion tedesca Aggrelin. Punti a varcare i confini nazionali nel prossimo futuro?

LD: Certamente, se mi si presenteranno delle opportunità le valuterò attentamente.

MT: Un nostro connazionale, Daniel Wolak, ha come te combattuto e combatterà ancora per la succitata promotion. Hai avuto modo di conoscerlo? Ti piacerebbe affrontarlo?

LD: Sì, ho conosciuto Daniel Wolak a Monaco di Baviera durante un evento Aggrelin. Ho visto il suo match dal vivo, mi piacerebbe affrontarlo.

MT: In una precedente intervista hai espresso il desiderio di confrontarti nella gabbia con Alessio Sakara. Lo consideri un tuo idolo, un modello da seguire? Ritieni che un match tra di voi sia davvero un sogno realizzabile?

LD: Alessio Sakara è sicuramente uno dei più grandi atleti di arti marziali miste italiani e uno dei primi a raggiungere i vertici delle MMA, facendo diventare famoso questo sport in Italia. Così come Mara Romero Borella, prima donna italiana che ha varcato le porte della UFC, con la quale ho avuto il piacere di allenarmi per diversi mesi alla Fit or Fight di Lonato. Considero entrambi esempi da seguire, ma credo attualmente di non essere pronto per affrontare Sakara in un match. Piuttosto, mi piacerebbe allenarmi con lui, avrebbe sicuramente qualcosa da insegnarmi.

MT: Nella tua biografia di Instagram ti definisci un “crossfitter”. Che vantaggi comporta fare crossfit per la preparazione di un lottatore di Mixed Martial Arts?

LD: Mi sto preparando nel box di Davide Arici con i ragazzi del Crossfit Brescia. La preparazione tramite questo sistema mi permette di avere molta più resistenza unita alla potenza. Tramite un programma specifico sono stati messi da parte gli esercizi nei quali potevo rischiare di strapparmi, optando per workout che stimolano e rinforzano gruppi muscolari maggiormente coinvolti nelle MMA.

MT: Il tuo soprannome è tra i più curiosi nell’intera scena italiana, “Cucciolotto”. Ci spieghi da cosa è nato?

LD: Esso deriva dal fatto che tutte le volte che venivo corretto in palestra per sbagli vari assumevo, secondo i miei coach, un espressione da cucciolo che veniva rimproverato. Così, cominciarono a chiamarmi “cucciolotto” che venne poi tradotto da Sherdog in “puppy”.

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