Credit: Slam FC

Road to Venator Kingdom 2: intervista a Raffaele D’Eligio

Il poliedrico fighter fiorentino affronterà Leonardo Damiani il 16 dicembre al Teatro Principe di Milano

BJJ, Calcio storico, MMA: mondi diversi, mondi duri, mondi nel quale Raffaele D’Eligio (3-0 MMA) si trova a suo agio. Il 16 dicembre a Venator Kingdom 2, la sua determinazione e il suo talento saranno messi in mostra per la prima volta nell’organizzazione di Frank Merenda e Alex Dandi, in occasione del match contro Leonardo Damiani nella welterweight division.

Prima dell’atteso appuntamento in terra meneghina, l’atleta fiorentino ha concesso un’intervista a MMA Today, che vi riportiamo di seguito.

MMA Today: Questo sarà il tuo debutto in Venator. Che idea ti sei fatto della promotion?

Raffaele D’Eligio: Credo che, tra tutte le promotions esistenti in Italia, Venator sia uno dei trampolini di lancio più importanti. Penso sia uno dei circuiti di maggior prestigio nel nostro Paese e non solo. E’ la prima volta che combatto in questo evento, ma anche dall’esterno si vede che c’è una grande organizzazione dietro, con incontri di alto livello e atleti molto validi. Sono felice di poterne prendere parte e per questo mi sto preparando molto bene.

MT: Hai avuto di vedere il tuo avversario in azione dal vivo? Che tipo di lottatore ti è parso?

RD: In generale conosco poco il mio avversario, solitamente non mi piace studiarli. Ho visto giusto qualcosa per vederne lo stile e tipo di fighter, poi mi affido al mio coach per la preparazione. E’ sicuramente un avversario duro e verrà fuori un bello spettacolo. Io mi preparo per essere al top e sfruttare i miei punti di forza al meglio.

MT: Questo è il tuo secondo incontro del 2017, dopo aver lottato una sola volta in ciascuno dei 2 anni precedenti. Punti a essere più attivo nello sport a partire dal 2018?

RD: In realtà il mio score ufficiale è di 4 match, tutti vinti. Per qualche strano motivo, il record non è stato aggiornato con l’ultimo match del 20 maggio vinto a Pescara in Fight1, ma chiederò la rettifica. Sicuramente voglio essere più attivo nel 2018, ho degli obiettivi che voglio raggiungere e mi preparerò per questo. Quest’anno ho combattuto poco anche per motivi organizzativi, sto pianificando insieme al mio team i prossimi impegni sportivi. Purtroppo in Italia è difficile trovare delle buone occasioni e riuscire a prepararle, dato che la maggior parte dei fighters è alle prese anche con il lavoro. Inoltre, purtroppo, gli sponsor non sono molto attivi come in altri Paesi, nonostante il livello mediatico delle MMA in generale si stia alzando molto negli ultimi tempi.

MT: La categoria dei welter cui appartieni è forse quella più ricca di talenti in Italia. Dopo aver superato l’ostacolo Damiani, c’è qualche lottatore nella top 15 che ti piacerebbe incontrare in futuro?

RD: La mia categoria è quella più popolata, sicuramente è più difficile farsi strada. Credo che bisogna rischiare di più e affrontare gli atleti più forti. Non c’è un fighter nello specifico che vorrei affrontare, almeno per adesso. Vediamo cosa il futuro mi riserverà, ma sicuramente voglio confrontarmi con i più forti.

MT: Ti si può definire un atleta poliedrico, impegnato con successo non solo nelle MMA ma anche nel Calcio storico e nel brazilian jiu jitsu: a cosa devi questa tua versatilità in varie discipline?

RD: Sì, oltre alle MMA sono un lottatore di BJJ e calciante. Il Calcio storico è un tassello molto importante della mia vita ed è quello più impegnativo, perché come potete immaginare c’è un attaccamento emotivo molto più forte. La preparazione per il calcio storico è molto dura, nella quale cerco di sfruttare tutto quello che so fare sia nelle MMA che nel BJJ. Le partite durano 50 minuti, quindi devi essere fisicamente e mentalmente pronto a tutto. Credo che questo sia un vantaggio nelle MMA che ho rispetto ai miei avversari. Tutte le volte che scendo in campo per portare in alto i colori del mio quartiere, è una vera guerra, dato che si “gioca” senza nessuna protezione e poche regole. Questo mi aiuta molto in tutte le altre competizioni.

MT: A proposito di Calcio storico, parlaci un po’ di questa disciplina. La definiresti per certi versi più tosta delle MMA?

RD: E’ molto diverso. Come accennato, entra in gioco anche la componente emotiva, bisogna rimanere concentrati per 50 minuti. Oltre a questo, essendo uno sport tradizionale di Firenze, è molto sentito e anche nei mesi precedenti alla partita si sente una grande pressione. Gli allenamenti sono durissimi, ti confronti con atleti che vengono dalla boxe, dalla lotta o che hanno background diversi, tutti molto differenti tra loro. Ci vuole tanto coraggio a scendere in campo e quello non mi manca, questa esperienza poi la porto in gabbia, ovviamente.

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